sabato, febbraio 25, 2006

Luigi Cannillo

 

Da  A perdita d’occhio

 

 

IX

 

Tra l’armatura e il cielo

pesa intera la nostra gravità

frutto e grandine, ogni evento

si stacca e precipita

invocando il suolo

La fronte deve spezzare la visiera

a inseguire la sorgente

nel vuoto da cui sgorgano

le stagioni e i gesti incompiuti

Fammi sentire la tua mano

fra pelle e armatura

seminare le carezze negate

Corpo di tutte le mani assenti

intreccia il cesto nutrimento

finché dalle ossa nasce

una chioma di vento e di sospiri

Come scirocco stordisce

e spossa le giunture

come fuochi d’artificio accende sogni

 

X

 

L’alba accende i primi mulinelli

aghi di pino e sabbia

memoria del mare alle spalle

Si intravede la città con i suoi archi

ancora piatti in una striscia

di sole all’orizzonte

Sospesi, in questo bossolo di tempo

Non vince né la gemma della notte

né il giorno che si va a disporre

E’ l’armistizio fra passione e schema

la nostra breve pace del risveglio

ogni momento poi si avvita in un filare

in un nome e già minaccia il successivo

Così nel transito non trovi

nostalgia, ma il chiodo del tempo

io con te, a inseguire a malincuore

il sonno, poi le curve e i condomini

E la separazione, la città commovente

al risveglio, che va per il suo verso

 

Luigi Cannillo

 

postato da: cepo alle ore 22:39 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, febbraio 18, 2006

Estratti da Chapbook (Arcipelago Edizioni http://www.arcipelagoedizioni.com/ )che gentilmente mi invia Gherardo Bortolotti

 

 

Chapbook 1: Marte ha bisogno di terroristi / K. Silem Mohammad

 

 

3.

 

:.:.:.:.: viene con un mondo schiavo del salario

 

:.:.:.:.: teoria del tecnofa scismo, Terrore Rosso

 

:.:.:.:.: "molte tra le belle rose rosse

 

:.:.:.:.: "della fiera del sesso, bagnato

 

:.:.:.:.: "terrore regnante sono solo

 

:.:.:.:.: uno schiavo d'impresa esaurito

 

:.:.:.:.: sex dwarf

 

:.:.:.:.: come se fosse una sanguinosa, umida

 

:.:.:.:.: odissea del terrore la lista d'esilio del terrore

 

:.:.:.:.: nel rapire e schiavizzare le donne come "schiave del sesso"

 

:.:.:.:.: il terrore è a conoscenza del fatto che hanno

 

:.:.:.:.: potere nel campo del cinema porno

 

:.:.:.:.: repubblicano) hanno le loro ragazzine

 

:.:.:.:.: "Ragazzini da marte

 

 

4.

 

 

:.:.:.:.: in America i ragazzini

 

:.:.:.:.: unità toccano parlavano di sesso

 

:.:.:.:.: schiavitù schiavista schiavo slavo

 

:.:.:.:.: facendo a meno del suo "schiavo bianco"

 

:.:.:.:.: fuori dal terrore puro

 

:.:.:.:.: era grande e nero e puzzava di umido

 

:.:.:.:.: inumidisce l'umidità umidamente umida

 

:.:.:.:.: terroristico terrorista terrorismo terrore

 

:.:.:.:.: denti adolescenti giovani genti

 

:.:.:.:.: repubbliche repubblicani repubblicano

 

:.:.:.:.: 133, 114 vecchio, 660, 112 sesso, 84

 

:.:.:.:.: 121, 11 formica, 6, 11 schiavo

 

:.:.:.:.: 10, 3 stancante, 0, 3 terrore

 

:.:.:.:.: 0, 2 tumulo, 0,2 ragazzine

 

 

Chapbook 2: 62 unità di prosa scritte da malato / Rodrigo Toscano

 

 

 

In una lingua che non parlo allarmi sirene già malato il laptop che ronza accelerato o non abbastanza sempre una domanda.

 

 

Non occupatosi di un sentimento meschino si registra con il computer compulsione da schiavista un non-liberatore.

 

 

Chi morì e fece di te una pila di riserva l'altra stanza nell'altra stanza umorismo d'antiquariato no?

 

 

Meno importante Benjamin di Charlie Chaplin per quale ragione la massificazione del proletariato il discorso di massa si è spinto così in là una compact query i forms assenti.

 

 

Sveglia sveglia maniera di gesticolare anticoficata non guardarti indietro non lo farò troppo malato verso quest'inverno 2003 che si frantuma voce che si devocalizza.

 

 

Non puoi immaginare quanto le stronzate influenzino differenze di classe a mucchi in movimento che devono risalire le correnti vorticose di questo fiume strano relitto in un torrente cascata che va nelle stessa direzione chiamata essa stessa terra.

 

 

Si sarebbe potuto fare il paio tra terra e frugiferentis un avvertimento va a dormire ti si contorce lo stomaco con l'Intel inside.

 

 

Leggi la guida alla sicurezza e al comfort umorismo d'antiquariato ancora nuove possibilità della politica non c'è niente di peggio di quelle due parole Nuove Possibilità.

 

 

 

 

Chapbook 4: Davy Crockett o Billy the Kid avranno sempre un po' di coraggio / Olivier Cadiot

 

 

 

CAPITOLO

 

 

Ditemi quale libro leggete =

 

Quale libro leggete? Ditemelo.

 

 

I giardinieri coltivano i fiori, potano gi alberi, e curano i vialetti del parco

 

 

Ho fatto un libro, ho fatto un quadro, ho fatto un progetto

 

 

- Le domando se parla seriamente, e perché è venuto. - Ditemi se è vero che ce l'ha con me. - Potevo sapere se Lei sarebbe venuto? - Non so dove vai

 

 

- Anche se Lei (partire) io resterei. - Anche se Lei (partire), io resterò

 

 

 

 

 

CAPITOLO

 

 

Io avvicinarsi (Passato remoto) a quella che gemere (Imperf.Ind.) ai piedi dell'acero, le posare (Passato remoto) le mani sulla testa

 

 

Poi, senza parlarle prendere (Ger.pres.) come lei un ramo, io allontanare (Passato remoto) gli insetti che ronzare (Imperf.Ind.) intorno al corpo del bambino

 

 

Tuttavia, la madre piangere (Imperf.Ind.) di gioia vedere (Ger.pres.) la gentilezza dello straniero. Mentre noi fare (Imperf.Ind.) questo, un giovane avvicinarsi (Passato remoto):

 

 

«Dunque, tu non essere (Ind.pres.) di questo deserto? - No, rispondere (Passato remoto) il giovane, noi essere (Ind.pres.) due esuli, e andare (Ind.pres.) cercare (Ger.pres.) una patria.»

 

 

Dire (Ger.pres.) questo, il guerriero piegare (Passato remoto) la testa in grembo, e con la punta del suo arco abbattere (Imperf.Ind.) la cima dei fiori

Estratti da Chapbook (Arcipelago Edizioni http://www.arcipelagoedizioni.com/ )

postato da: cepo alle ore 18:37 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, febbraio 12, 2006

Biagio Cepollaro

 

 

Manierismo e relativismo

 

Manierismo e relativismo vanno insieme: la forma che insiste su se stessa come se fosse anche integralmente materia, e l’ipocrita equivalenza dei valori, come se a decidere, alla fine, non fosse il potere. Nel primo caso si rimuove l’inesauribilità dell’esperienza  spostandola sull’inesauribilità delle variazioni verbali, nel secondo si rimuove la certezza dell’esperienza, il suo carattere autofondante, rovesciandola nella pura possibilità logica della sua molteplicità.

I pericoli del rozzo contenutismo e del fanatico fondamentalismo hanno fin qui scoraggiato molti dall’affrontare le due questioni: accettare la limitatezza di ciò che si dice è difficile, così come è difficile ammettere che si crede davvero in qualcosa.

 

Biagio Cepollaro

 

postato da: cepo alle ore 23:41 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, febbraio 07, 2006

Biagio Cepollaro

 

 

La Rete e il riconoscimento per il poeta

 

 

Uno dei nodi fondamentali per chi fa poesia è il riconoscimento. La struttura del riconoscimento si basava soprattutto sul prestigio e/o l’autorità di istituzioni e persone e sul processo di investitura che, come tale, al di fuori, nei casi migliori, di una relazione commerciale, legava l’investito al suo signore attraverso una serie di omaggi e servizi in cambio di benefici.

Una logica feudale ha prosperato nelle istituzioni e tra le persone accanto a quella appena più modernamente capitalistica, almeno in Italia, della narrativa.

La mancanza di mercato ha comportato la sopravvivenza di queste modalità che hanno leso fortemente la dignità delle persone e condizionato spesso la materia stessa delle loro creazioni, inducendo stati d’animo perniciosi, quali il risentimento, il rancore, la depressione, la presunzione, la vanità, l’ira e la fatuità vera e propria.

Non che la presenza del mercato avrebbe garantito sorte migliore, anzi…

Ma la novità oggi è che l’asfittica e incancrenita autoreferenzialità di queste strutture, persone e processi non sono più come prima strade a senso unico. Università ed editoria, tranne isolate ed eroiche eccezioni, vivono ancora per lo più in questo mondo senza finestre ma sono ormai monadi sempre più appannate che non riflettono il mondo e, meno che mai, il migliore possibile, per giocare con le parole di Leibniz…

La Rete rimette in gioco proprio questo: il meccanismo del riconoscimento, la possibilità della diffusione e dell’accesso, la pregnanza stessa delle categorie critiche un tempo dotate di potere discriminante, ipostasi che troppo spesso si sostituivano alla seria lettura del testo, alla lettura partecipata e intelligentemente appassionata.

La classificazione con annesse etichette, le collocazioni, le filiazioni  erano i gesti con i quali il signore stabiliva le distanza dal letto del Re: la Rete , permette gradatamente di liberarsi dall’interiorizzazione di questi processi, gradatamente di far crescere una nuova civiltà di poeti, meno condizionati dalle gerarchie , più attenti al loro lavoro e all’importanza dello scambio dei loro scritti e forse più fiduciosi nelle possibilità di riconoscimenti orizzontali, fondati sull’ascolto delle loro creazioni.

Occorre naturalmente del tempo perché tutto questo si sedimenti ed emerga con la consistenza di una trasformazione strutturale, ancora oggi si fanno talvolta polemiche che riproducono le brutte abitudini dell’universo cartaceo, con attacchi di invidia o di adulazione, ma le prove che negli ultimi anni hanno dato i poeti che oggi hanno tra i trenta e i quarant’anni fanno bene sperare.

Una piccola comunità di poeti italiani che vivono, cominciano a vivere la pratica della poesia in modo diverso esiste già: sono i poeti che sulla Rete soprattutto frequento e, dentro di me, ascolto.

 

Biagio Cepollaro

 

postato da: cepo alle ore 23:07 | Permalink | commenti (5)
categoria:
mercoledì, febbraio 01, 2006

E’ on line il Numero Otto di febbraio di Poesia da fare

 

http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/rivista/pf008.pdf

EDITORIALE

 

 (B.C)

TESTI

 

Giorgio Mascitelli, Il problema della sete

Alessandro Raveggi, da: Gravagli sopra crudelmente bello

LETTURE

 

Su Schedario di Giuliano Mesa (B.C)

IMMAGINE

 

Arena,3 (B.C)

 

EDITORIALE

 

 

Talvolta un eccesso di memoria danneggia. Il manierismo  per alcuni aspetti rientra in questa obesità del ricordo, non riesce ad evacuare, gira in tondo. D’altra parte fare spazio al presente è difficile, difficile dosare la quantità di memoria necessaria, come un programma del computer che deve sapere quante ‘risorse’ utilizzare…Non di più: che il di più ‘rallenta’ il sistema…Fare spazio al presente è dunque anche questione di ‘velocità’, oltre che di essenzialità e fluidità. Così per lo stile.

 

 

Biagio Cepollaro

 

postato da: cepo alle ore 00:05 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, febbraio 01, 2006

Francesco Marotta

 

 

La radice del cielo

 

nella vampa del crepuscolo, Gabriele,

anche gli angeli cambiano colore – assumono

sembianti carichi di voci, parvenze d’infinito –

talvolta somigliano una nuvola, profumano di corallo,

e tu sai che più pura è la loro luce

che avvolge la tavola imbandita di invisibili presenze

fluttuanti nell’oro degli sguardi, più pura

quando lacrima il sale della vita la materia del distacco,

quando l’ombra ti lascia senza pace

inquieto di un tremore opaco, preda del vento

che succhia linfa alla fonte dei pensieri –

cosa sono le nuvole mi hai chiesto – e io ho raccolto nel palmo

la pioggia dispersa dell’aprile, la sua ferita d’aria

per mostrarti come si forma un’ala,

da quale precipizio risale il giorno e spinge a riva

gli ospiti muti delle notti,

come può una corona di piume legare alla terra

esili germogli fioriti dai suoi pori –

cosa sono le nuvole

e io ti porgevo il calice delle mie mani d’acqua

perché al richiamo di quell’ultimo bagliore di sorgente

tu riprendessi la rotta del tuo volo,

ritrovassi la radice da cui comincia il cielo

 

Francesco Marotta

 

postato da: cepo alle ore 00:02 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, febbraio 01, 2006

Laura Pugno

Da “animal master”, due testi da continuare

 

lineare a

 

 

il mezzotauro

sta davanti a te,

è completamente di carne,

non ha differenza tra

labyrinth e maze,

puoi legarlo stretto – laby-

rinth sillabare all’orecchio,

bruciargli la pelle con la cera,

se adesso è preda,

lecchi la cera dal petto della bestia

è buona come miele

 

verrai ogni giorno a portargli

biada piena di sangue

 

il mezzotauro non divora carne

se tu che lecchi

ogni sua verdura con la lingua

gli dài la tua saliva devi

 

torearlo,

con uno straccio intorno ai fianchi una treccia

di capelli rossi

uova rosse in un pezzo di pelliccia bianca

 

e la parte superiore del tauro

è feli-,

è di tigre,

e cambia mondi

sei tu che stai covando quelle uova sei tu, che stai covando

 

……………..

 

new Asia

 

 

 

questa è una Cina

molto grande,

con case d’oro, nazione

nella nazione

territorio nel territorio

 

 

si sparge come olio,

olio-leopardo

condensato in nero e oro nero e occhio

 

 

se hai una perla nella lingua

se hai una perla lingua dilla

prima che diventi occhio

 

 

guardi dall’alto di una scala

inquadri

il corpo non la testa

la gonna bordata di pelliccia

sulle gambe

in stivali di pelliccia

poi le sono addosso il corpo cade

sono centinaia

tracce di sangue, come quando schiacci

un piccione,

il corpo non la testa

il corpo hai detto il corpo non la testa

 

 

ora vedi meglio

la scena, la ragazza prigioniera delle ustioni,

il suo amante ousmane,

le prede a mille a mille, vedi

domiziana e lee, quella che farà da madre

quella che ha fatto da utero

e si ricompone la storia

nel tempo dell’agent orange

e degli aeroplanini di carta

nel tempo di milizia mcdonald’s

 

vedi tutto il teatro d’ombre

nazione nella nazione

 

ma tu hai ragione, se chiedi

chi è domiziana detta dom,

radice latina di domina,

lingua incantata di grasso

lingua che ti unge tutta

……………..

Laura Pugno

 

postato da: cepo alle ore 00:01 | Permalink | commenti
categoria: