Biagio Cepollaro da Nel fuoco della scrittura, La Camera verde, Roma, 2008.
Mostra e presentazione del libro a Napoli, Il Filo di Partenope, dal 9 gennaio 2009

Biagio Cepollaro, Tamburo di Shiva, 2008
Stampato su tela, formato A3, interventi successivi con tecnica mista.
(...)
le parole della poesia sono usate
in modo improprio sono oggetti
trovati nel dire comune
nei libri nell’esplodere
nuovo delle consonanti
o delle labiali in guerra
con le sibilanti
le parole della poesia sono quelle
più legate alla bocca che dice:
la bocca letteralmente fa
le parole grazie alle corde
(che vuol dire cuore)
e al resto ma il resto
del dire chi lo fa? la necessità
di sopravvivere si dice
lo strumento l’intelletto
che discrimina tra la fiamma
che scotta e la memoria
dell’infante alle prese
con una candela
ora libero le parole dall’inganno
di veicolare da sole un senso
e le guardo da fuori per ciò
che sono: tracce scure
o lucenti di un fuoco
segni dell’unico poema
che davvero scriviamo
quello dei passi sul bianco
sul punto di sbiancare
che mai abbiamo detto
-anche senza saperlo-
qualcosa che non fosse
attesa –anche ripetendo
il già detto- che il dire
è sempre futuribile
come lo è ogni istante
in cui cuore e coscienza
si aprono a quest’ordinaria
meraviglia di stare
e da questa prospettiva
si compone il tempo
di forze elementari:
un’energia che sale
che si congiunge
che cala e lascia…
*
davvero non sappiamo se questo
è stato il primo
universo a comporsi in unica
spirale di luce
e di anni
oppure è uno dei tanti
innumerevoli come quotidiane
esperienze di un demiurgo
che conta i suoi anni
in eoni
se così fosse fin qui
avremmo confuso una lirica
breve se non un epigramma
col grande poema
di chi sognando crea
e saremmo davvero più piccoli
messa così: cosmocentrici
altro che fissati sul minuto
che l’europa conobbe
di rinascenza…
anche per questo il piccolo
è tale solo perché si perde
in piccinerie mentre si sa
che il pericolo più grande
per il viandante è lasciarsi
distrarre lungo la via
e presumere di avere
amici che sanno
laddove ognuno di noi
ignora l’essenziale:
fa ridere
l’illuminismo: sembra
talvolta la boria dei ragazzi
che scendono in città
e credono le strade quelle
del paese che si può urlare
tenere lo stereo dell’auto
ad alto volume in cascate
di suono dall’aperte
portiere
ma un modo è ancora aperto
per accedere a cosmica
dignità : le movenze
di un gatto o anche certi
nostri silenzi di fronte
alla vita e persino
alcune nostre parole
continuano da piccoli
una grandezza che non avremmo
sperato
(...)
Biagio Cepollaro, Inaugurazione a Napoli della mostra Nel fuoco della scrittura
e presentazione del libro omonimo
9 gennaio 2009
Il Filo di Partenope, via della Sapienza,4, 80138 Napoli
(Zona Museo- Via Costantinopoli)
Tel. 081-295922-3388581875
postato da: cepo alle ore 14:05 | Permalink | commenti
categoria:poesia, arti visive, lettura, cepollaro, poesia integrata
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